Negli appartamenti romani, specialmente in quelli costruiti tra gli anni ’60 e ’80 nei quartieri residenziali, la presenza di un unico bagno è una costante, anche su metrature generose oltre i 100 mq. Molte case d’epoca nella Capitale soffrono di questa limitazione: quello che quarant’anni fa era la norma, oggi è diventato un limite evidente al comfort abitativo.
La mattina si creano code, la privacy è ridotta e, se si hanno ospiti, la gestione diventa complicata. Ecco perché abbiamo scritto questa guida definitiva per chi vuole aggiungere il secondo servizio: vedremo insieme le soluzioni tecniche, la fattibilità e i permessi necessari.
Non è solo una questione di comodità: realizzare un secondo bagno è uno degli investimenti migliori che puoi fare sulla tua casa. Incrementa immediatamente il valore commerciale dell’immobile (stime immobiliari parlano di un +10% / +15% sul valore a Roma) e ne facilita enormemente la rivendibilità futura.
Ma dove si trova lo spazio in un appartamento già definito? E soprattutto, è sempre tecnicamente fattibile?
La Edil Petrozzi, che ristruttura case a Roma dal 1976, ha affrontato questa sfida centinaia di volte. Ecco le soluzioni più comuni e le criticità da conoscere.
Dove trovare lo spazio: le 3 soluzioni tipiche a Roma
Ogni appartamento è diverso, ma l’architettura romana spesso offre opportunità ricorrenti per ricavare i fatidici 4-5 mq necessari per un secondo servizio funzionale (magari con doccia, lavabo e wc).
1. Tagliare il corridoio o il disimpegno inutile
Molte case d’epoca sono caratterizzate da ingressi enormi e corridoi lunghi e larghi, che oggi consideriamo spazio sprecato. Questa è spesso la soluzione migliore: si ruba una porzione di corridoio, ridistribuendo l’accesso alle camere, per creare un bagno, spesso cieco (senza finestra) ma perfettamente funzionale.
2. Convertire il ripostiglio o la cabina armadio
Se hai un ripostiglio adiacente alla zona notte o alla cucina, sei già a metà dell’opera. È uno spazio già delimitato che aspetta solo di essere attrezzato.
3. Il bagno in camera (sacrificando un po’ di spazio)
Se la camera padronale è molto grande (le camere di una volta superavano spesso i 20mq), è possibile ricavare un bagno en suite esclusivo. È una soluzione che garantisce massima privacy e un tocco di lusso all’abitazione.
Il nodo tecnico: La distanza dalla colonna di scarico
Trovare lo spazio sulle piantine è la parte facile. La parte difficile, che richiede l’intervento di professionisti esperti, è la fattibilità tecnica.
Il nemico numero uno del secondo bagno è la gravità. Affinché il WC funzioni correttamente, deve scaricare le acque nere nella colonna fecale condominiale con una pendenza adeguata (solitamente il 2% per ogni metro di distanza).
Se il nuovo bagno è troppo lontano dalla colonna di scarico principale, abbiamo due strade:
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La soluzione preferibile (Creare il gradino): Si rialza il pavimento del nuovo bagno di circa 10-15 cm per creare lo spazio necessario a dare la giusta pendenza ai tubi sotto il pavimento. È la soluzione più sicura e duratura.
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L’alternativa (Il trituratore/Sanitrit): Se la distanza è eccessiva o non si può rialzare il pavimento, si installa un sistema a pompa che tritura e spinge meccanicamente i reflui verso la colonna. È una soluzione che oggi funziona bene, ma richiede un utilizzo più attento rispetto a uno scarico tradizionale.
L’approccio della Edil Petrozzi è sempre quello di cercare la soluzione a gravità naturale ove possibile, per garantirvi un bagno senza pensieri per i prossimi decenni.
Permessi: servono alla CILA?
Sì. Creare un nuovo bagno non è edilizia libera. Modificare la distribuzione interna dei tramezzi e creare nuovi impianti rientra nella Manutenzione Straordinaria.
È necessario presentare al Comune di Roma una CILA (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata) firmata da un tecnico abilitato e, a fine lavori, procedere con l’aggiornamento della planimetria catastale (DOCFA).
Non preoccuparti della burocrazia: scegliendo la Edil Petrozzi, ci occupiamo noi di gestire tutte le pratiche edilizie e catastali necessarie, incluse nel servizio “chiavi in mano”.
Quanto costa fare un secondo bagno a Roma?
Come potete vedere nella nostra sezione offerte, siamo trasparenti sui prezzi delle ristrutturazioni standard. Tuttavia, creare un bagno ex novo è diverso dal ristrutturarne uno esistente.
I costi non riguardano solo sanitari e piastrelle, ma soprattutto la creazione delle nuove tracce murarie, le nuove tubazioni idrauliche, il nuovo impianto elettrico, la costruzione delle pareti e le opere murarie per gli scarichi.
È impossibile dare un prezzo onesto senza aver visto la casa e aver misurato la distanza dagli scarichi.
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